Società

"Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare" (Andy Warhol)

Hanno distrutto 1400 ettari di monti, causato milioni di euro di danni, messo a repentaglio la vita di migliaia di persone e a rischio un territorio da un punto di vista idrogeologico.
I monti pisani da qualche giorno non sono più gli stessi, deturpati e feriti di incendi scatenati in quel ventoso 24 settembre 2018 in modo quasi scientifico.
Difficile se non impossibile credere che le cause siano accidentali o naturali, più probabile per modalità e tempistiche che dietro ci sia la mano volontaria dell'uomo.
Ed è difficile anche capire le reali motivazioni di questi gesti, a volte opera di lupi solitari in altri casi di gruppi organizzati, che nel caso dei Monti Pisani ne spiegherebbero la sistematicità.

Cosa causa gli incendi

Ci possono essere varie cause alla base di un incendio, a partire da quelle naturali che si verificano soprattutto nelle stagioni calde, dove l'ambiente secco e le temperature alte favoriscono il propagarsi del fuoco, oppure fenomeni meteorologici, come i fulmini; in ogni caso il loro numero è molto esiguo.
Ci sono poi cause accidentali dovute ad imperizia o alla distrazione dell'uomo: marmitte calde delle auto a contatto con la sterpaglia, incendi di pulizia dei campi non controllati, e così via.
La componente volontaria tuttavia sembra quella prevalente, Legambiente parla di un 60% di incendi causati consapevolmente dall'uomo.
Sulle motivazioni reali del gesto la situazione si complica: qualche luogo comune può essere sfatato, come quello che attribuisce la responsabilità a coloro che hanno interessi immobiliari, dato che le leggi impongono limiti e divieti nelle zone interessate da incendi che impediscono di ricostruire; in certe zone sembra accertata la responsabilità dei pastori che cercano di aumentare l'area sfruttabile a scapito dei boschi; la componente individuale tuttavia sembra essere quella prevalente, e qui entriamo nella sfera dell'individuo e dei suoi disordini mentali, un territorio ancora tutto da capire ed analizzare bene a fondo.
Quel che colpisce sono i numeri del fenomeno: in Italia ogni anno vengono denunciate dalle 400 alle 600 persone, spesso colte in flagrante, anche se poi scontano pene poco severe.

La piromania: un disordine ancora poco conosciuto

Che sia opera di una mente malvagia o semplicemente malata, la piromania diventa spesso uno strumento di morte, un'arma distruttiva difficile da fermare e interpretare.
Si sa ancora poco di questo disordine, e anche gli studi scientifici non sono molti*: si sottolinea come la componente ambientale e psicosociale posso scatenare una reazione dell’individuo, che per superare la sua difficoltà di comunicare trova nel fuoco la soluzione simbolica, con l'obiettivo malsano di catturare attenzione.
Altre ricerche si soffermano sulla componente biologica, con anomalie neurologiche o carenze di sostanze nutritive. Nei bambini si è notato come episodi di crudeltà, disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento o persino di abusi possano essere cause scatenanti e sintomi della piromania.
Sembra che i piromiani abbiano comportamenti altalenanti tra la tristezza, la solitudine e la rabbia, come se il fuoco rappresentasse lo sfogo di certi stati d’animo. L’incendio è un appagamento dopo uno stato di tensione, e soprattutto questi individui provano piacere nel vedere le reazioni altrui e leggere le notizie di cronaca sui giornali.
La terapia: quella comportamentale, per indagare il malessere dell'individuo scatenante che sta alla base di questi atti.

Cosa possiamo fare

Quello che dobbiamo fare quando avvistiamo o ci troviamo di fronte ad un incendio lo spiega bene la Protezione Civile:

  • Telefona subito al 1515 del Corpo Forestale dello Stato o al 115 dei Vigili del Fuoco. Non pensare che qualcuno l'abbia già fatto.
  • Puoi tentare di spegnere un piccolo focolaio solo se hai una via di fuga.
  • L'incendio non è uno spettacolo. Non fermarti a guardarlo per non intralciare il lavoro e per non metterti in pericolo.
  • Denuncia chi accende fuochi in aree pericolose.
  • Allontanati dalle fiamme sempre nella direzione opposta a quella in cui spira il vento

Ma non dimentichiamoci anche di tenere il giusto comportamente per non causare un incendio e nel caso ci trovassimo in mezzo non facciamoci prendere dal panico: qui trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno (Protezione Civile del Comune di Pisa)

* Fonte: Wikipedia

 

Nella nuova sezione "Società" oggi voglio pubblicare un articolo un po' fuori dalle righe, ma che rispecchia l'evoluzione (o involuzione) della nostra vita sociale.

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